Sistemi di filtrazione dell’aria F7, HEPA, carboni attivi e tecnologie avanzate

carboni attivi

La qualità dell’aria che respiriamo negli edifici è sempre più centrale, soprattutto in ambienti residenziali, scolastici, sanitari e commerciali. In un impianto HVAC, i filtri dell’aria svolgono un ruolo fondamentale: non solo proteggono i componenti interni (ventilatori, batterie, scambiatori) da polveri e inquinanti, ma soprattutto tutelano la salute degli occupanti.

In questo articolo analizziamo le principali tipologie di filtri, le classi di efficienza, i criteri di scelta e le tecnologie avanzate che oggi stanno rivoluzionando la filtrazione negli impianti HVAC.


1. Perché è importante filtrare l’aria negli impianti HVAC

Ogni metro cubo d’aria può contenere polveri sottili (PM10, PM2.5, PM1), allergeni, spore fungine, pollini, virus, batteri, VOC (composti organici volatili), fumi e odori. Senza una corretta filtrazione:

  • L’efficienza energetica dell’impianto cala rapidamente
  • I componenti HVAC si sporcano e si usurano
  • La salute degli occupanti è a rischio (asma, allergie, infezioni)
  • Si diffondono cattivi odori e contaminanti invisibili

La filtrazione deve quindi essere dimensionata in base all’uso dell’edificio, alla qualità dell’aria esterna (outdoor air) e alla sensibilità degli occupanti.


2. Classificazione dei filtri: ISO 16890 e EN 1822

■ ISO 16890 (per polveri sottili)

Questa norma sostituisce le vecchie classificazioni G, M, F (es. F7) e definisce l’efficienza di filtrazione rispetto a tre taglie di particelle:

ClasseEfficienza sulle PM
ISO Coarse< 50% su PM10
ISO ePM10≥ 50% su PM10
ISO ePM2.5≥ 50% su PM2.5
ISO ePM1≥ 50% su PM1

Esempio: un filtro ePM1 70% rimuove almeno il 70% delle particelle con diametro ≤1 µm.

■ EN 1822 (per filtri assoluti/HEPA/ULPA)

Utilizzata per ambienti critici (ospedali, camere bianche, laboratori), classifica i filtri in base all’efficienza assoluta su particelle da 0,3 µm:

ClasseEfficienza minima
E10–E1285–99,5% (EPA)
H13–H1499,95–99,995% (HEPA)
U15–U17≥ 99,9995% (ULPA)

3. Tipologie di filtri negli impianti HVAC

Prefiltri (ISO Coarse, G3-G4)

  • Servono a trattenere la polvere grossolana e prolungare la vita dei filtri successivi
  • Solitamente in fibra sintetica o metallo espanso
  • Lavabili o sostituibili

Filtri medi e fini (ePM10, ePM2.5, ePM1 – ex F5-F9)

  • Rimuovono polveri sottili, pollini, spore, PM2.5
  • Installati in VMC, UTA, fan coil canalizzati
  • Esempio: filtro ePM1 80% ideale per scuole, uffici e ambulatori

Filtri HEPA e ULPA (H13–U17)

  • Impiegati in ambienti sterili (ospedali, sale operatorie, clean room)
  • In grado di trattenere virus, batteri, nanoparticelle
  • Elevata perdita di carico → richiedono ventilatori adeguati

Filtri ai carboni attivi

  • Rimuovono odori, fumi, composti chimici e VOC
  • Spesso abbinati a filtri meccanici
  • Usati in cucine, ambienti industriali, sale d’attesa, hotel

4. Tecnologie avanzate: oltre la filtrazione meccanica

L’innovazione nel settore HVAC porta oggi soluzioni evolute per il trattamento dell’aria:

Filtri elettrostatici attivi

  • Utilizzano cariche elettriche per attirare e catturare particelle
  • Lavabili, con efficienza costante nel tempo
  • Utili in ambienti con molto particolato (industria, parcheggi)

Fotocatalisi (TiO₂ + UV-A)

  • Abbatte VOC, batteri e virus tramite reazioni chimiche
  • Utilizzabile in continuo
  • Richiede manutenzione delle lampade UV

Ionizzatori bipolarizzati

  • Generano ioni positivi/negativi che neutralizzano particelle e agenti biologici
  • Possono ridurre la carica virale e batterica nell’aria
  • Utili in ambiti sanitari, scolastici, uffici aperti

Plasma freddo e ozono controllato

  • Soluzioni più avanzate per la sanificazione attiva dell’aria
  • Necessario valutarne l’impatto su materiali e sicurezza (soprattutto per l’ozono)

5. Criteri di scelta di un sistema di filtrazione

La selezione del filtro deve tenere conto di:

  • Tipo di edificio: abitazione, scuola, ospedale, industria?
  • Livello di inquinamento esterno (PM, traffico, polveri sottili)
  • Sensibilità degli occupanti (bambini, anziani, immunodepressi)
  • Velocità dell’aria e perdite di carico
  • Manutenzione programmata e accessibilità
  • Classe energetica del filtro (A–G secondo Eurovent)

⚠️ Un filtro troppo fine in un impianto non progettato correttamente può aumentare i consumi energetici o creare malfunzionamenti!


6. Manutenzione: fondamentale per l’efficacia

La manutenzione dei filtri è decisiva. Un filtro sporco:

  • Non filtra più
  • Ostacola il passaggio dell’aria → aumento dei consumi
  • Favorisce la crescita di muffe e batteri

La frequenza di sostituzione o pulizia va valutata in base a:

  • Ore di funzionamento giornaliero
  • Qualità dell’aria in ingresso
  • Tipo di filtro e classe ISO/EN
  • Indicazioni del produttore e del progettista

Per impianti professionali è consigliato il monitoraggio della ΔP (perdita di carico) per attivare allarmi di sostituzione.


7. Conclusioni

La filtrazione dell’aria non è un accessorio: è uno degli elementi più critici per garantire comfort, efficienza e salute negli impianti HVAC. Scegliere il filtro giusto, manutenerlo correttamente e abbinarlo a tecnologie avanzate può fare la differenza in ogni ambiente.

Che si tratti di una casa, di una scuola o di una sala operatoria, progettisti e installatori devono oggi considerare la filtrazione come un investimento sulla qualità della vita.

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