HVAC e sicurezza antincendio negli edifici ventilati con sistemi VMC

fuoco

La diffusione dei sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC), sia centralizzati che decentralizzati, ha portato importanti benefici in termini di efficienza energetica e qualità dell’aria indoor. Tuttavia, in edifici residenziali, pubblici o industriali, la presenza di condotte e componenti VMC può costituire un potenziale rischio in caso di incendio, se non correttamente progettata e integrata nel sistema antincendio.

In questo articolo esploriamo il rapporto tra HVAC e sicurezza antincendio, con particolare attenzione alle problematiche legate alla ventilazione forzata, alle normative da rispettare e alle soluzioni tecniche per garantire protezione, compartimentazione e controllo fumi.


Il rischio negli impianti di ventilazione

Nei sistemi VMC, l’aria viene aspirata e distribuita attraverso un sistema di canalizzazioni. In caso di incendio, le condotte e i ventilatori possono contribuire alla propagazione del calore, del fumo o delle fiamme, agendo come un “ponte” tra compartimenti diversi.

I principali rischi includono:

  • Diffusione di fumi tossici attraverso i condotti
  • Effetto camino che accelera la propagazione del fuoco
  • Rottura della compartimentazione antincendio tra locali
  • Collasso delle condotte non resistenti al calore

È quindi fondamentale prevedere accorgimenti progettuali e dispositivi di sicurezza per rendere i sistemi HVAC compatibili con la strategia antincendio dell’edificio.


Normative di riferimento

In Italia, la progettazione antincendio è regolata da:

  • DM 03/08/2015 (Codice di prevenzione incendi)
  • Regole tecniche verticali (RTV) per attività specifiche
  • UNI 9494 (sistemi di evacuazione fumo e calore)
  • UNI EN 1366 (prove di resistenza al fuoco di condotte e serrande tagliafuoco)
  • UNI EN 12101 (sistemi di controllo fumo e calore)

L’integrazione della VMC nei compartimenti antincendio deve avvenire secondo quanto previsto dalla RTV applicabile, con verifica di classe di resistenza al fuoco delle condotte, presenza di serrande tagliafuoco e modalità di spegnimento automatico dei ventilatori.


Serrande tagliafuoco e compartimentazione

Uno degli elementi chiave per la protezione è la serranda tagliafuoco, che si chiude automaticamente in caso di temperatura elevata o allarme antincendio, bloccando la propagazione delle fiamme e dei fumi attraverso le canalizzazioni.

Tipologie di serrande:

  • Serrande a fusibile termico
  • Serrande motorizzate con attuatore termico
  • Serrande a ripristino manuale o automatico

Queste devono essere installate in corrispondenza dei passaggi tra compartimenti, e devono essere certificate secondo EN 15650.


Condotte e materiali ignifughi

Le condotte metalliche sono preferite per i sistemi VMC con requisiti antincendio, in quanto resistenti alle alte temperature. In alternativa, si usano condotte in materiale isolato con rivestimento ignifugo, o condotte coibentate con camicie protettive EI.

In ambienti con alti requisiti (es. hotel, ospedali, scuole), le condotte devono essere:

  • Classificate secondo EN 13501-3 con resistenza EI 30 / EI 60 / EI 120
  • Posizionate e sostenute con staffaggi certificati resistenti al fuoco
  • Dotate di guarnizioni antifumo nei punti di giunzione

Gestione dei fumi e pressurizzazione

In edifici multipiano o con spazi chiusi, un aspetto critico è la gestione dei fumi caldi e tossici generati dall’incendio. L’obiettivo è creare condizioni di evacuazione sicura per gli occupanti e facilitare l’intervento dei soccorsi.

Sistemi integrabili con l’impianto HVAC:

  • Evacuatori di fumo e calore (SEFC)
  • Canali di estrazione fumo certificati
  • Sistemi di sovrappressione dei vani scala o comparti per evitare l’ingresso dei fumi
  • Ventilatori antincendio certificati F400

In questi casi, l’impianto HVAC può collaborare con l’impianto antincendio attraverso logiche di controllo dedicate, che modificano il funzionamento del sistema durante l’emergenza.


Interazione tra impianto HVAC e centrale antincendio

I moderni impianti HVAC sono spesso collegati al sistema BMS o alla centrale antincendio, in modo da reagire automaticamente a un allarme.

Azioni automatiche frequenti:

  • Arresto dei ventilatori in caso di allarme
  • Chiusura delle serrande tagliafuoco
  • Attivazione delle estrazioni fumi
  • Pressurizzazione dei percorsi protetti

La progettazione deve prevedere interfacce sicure e logiche di priorità per garantire che la gestione dell’incendio prevalga su quella della ventilazione in condizioni normali.


La manutenzione dei dispositivi antincendio HVAC

Tutti i componenti di un sistema HVAC che interagiscono con la sicurezza antincendio devono essere verificati e manutenuti periodicamente, come stabilito dal DM 1° settembre 2021 (Controlli periodici di sicurezza antincendio).

Elementi da ispezionare:

  • Serrande tagliafuoco (funzionamento, chiusura, integrità)
  • Stato delle condotte e dei rivestimenti EI
  • Funzionalità dei ventilatori antincendio
  • Pulizia e assenza di ostruzioni nei canali di evacuazione

Conclusione

L’integrazione tra HVAC e sicurezza antincendio è un tema cruciale nella progettazione impiantistica moderna, soprattutto in edifici con sistemi VMC e ventilazione forzata. Ignorare le implicazioni di sicurezza può compromettere l’intero sistema e mettere a rischio persone e beni.

Una corretta progettazione, l’uso di componenti certificati e una manutenzione programmata sono essenziali per garantire un ambiente salubre ed efficiente, ma anche sicuro in ogni condizione.