Uno dei maggiori problemi negli edifici moderni, specialmente in uffici open space, aule scolastiche e spazi di co-working, è che non tutti percepiscono il comfort termico allo stesso modo. Ciò che per una persona è una temperatura ideale, per un’altra può risultare troppo calda o troppo fredda.
La sfida per progettisti e gestori degli impianti HVAC è garantire un comfort il più possibile personalizzato senza compromettere l’efficienza energetica.
Perché il comfort termico varia da persona a persona
La percezione del calore dipende da diversi fattori individuali:
- Età e genere – donne e uomini, giovani e anziani, possono avere diverse preferenze termiche.
- Abbigliamento – l’isolamento termico fornito dagli indumenti influenza la sensazione di caldo o freddo.
- Attività fisica – chi è più attivo tende a preferire temperature leggermente inferiori.
- Metabolismo – variazioni individuali incidono sulla produzione di calore corporeo.
Parametri per misurare il comfort termico
- Temperatura dell’aria
- Temperatura radiante media (pareti, pavimento, soffitto)
- Velocità dell’aria
- Umidità relativa
- Indice PMV (Predicted Mean Vote) e PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied) secondo ASHRAE 55 e UNI EN ISO 7730.
Soluzioni per un comfort termico personalizzato
- Zone di temperatura differenziate
Suddividere gli ambienti in più zone con regolazioni indipendenti. - Diffusori regolabili individualmente
Bocchette e diffusori che consentono agli utenti di controllare la portata d’aria. - Sedute climatizzate o pannelli radianti locali
Soluzioni che permettono microclimatizzazione senza influire sull’intero ambiente. - Controllo tramite app o interfacce digitali
Consentire agli occupanti di regolare la climatizzazione in base alle proprie esigenze entro un intervallo prestabilito. - Algoritmi predittivi
Utilizzo di sensori e intelligenza artificiale per adattare in tempo reale le condizioni ambientali.
Sfida dell’efficienza energetica
Personalizzare il comfort non deve significare spreco.
Le strategie per bilanciare esigenze individuali e consumi includono:
- Limitare le regolazioni entro range energeticamente sostenibili.
- Recuperare calore o freddo dalle zone con carichi opposti.
- Utilizzare sensori di presenza per attivare il microclima solo quando necessario.
Normative e standard di riferimento
- ASHRAE 55 – Condizioni termiche accettabili per ambienti chiusi.
- UNI EN ISO 7730 – Ergonomia dell’ambiente termico.
- WELL Building Standard – Parametri per il comfort termico personalizzato.
Caso pratico: call center aziendale
In un call center con 120 postazioni, l’installazione di diffusori regolabili e il passaggio a un sistema HVAC a zone ha ridotto le lamentele per discomfort termico del 65%.
Il consumo energetico si è mantenuto invariato grazie a un software di gestione che ottimizzava i setpoint in base all’occupazione.
Conclusione
Il comfort termico personalizzato rappresenta un valore aggiunto importante per il benessere indoor, soprattutto negli spazi condivisi.
Con l’adozione di tecnologie mirate e una progettazione attenta, è possibile garantire a ogni utente un microclima ideale, senza rinunciare all’efficienza energetica e alla sostenibilità.



