La Certificazione Energetica degli Edifici, in Italia rappresentata dall’Attestato di Prestazione Energetica (APE), è uno strumento fondamentale per valutare e migliorare l’efficienza energetica di un immobile. Nata dalla Direttiva 2002/91/CE e successive modifiche (in particolare la 2010/31/UE e la recente 2024/2288/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia, la cosiddetta “Energy Performance of Building Directive” – EPBD IV), la certificazione energetica mira a informare proprietari e acquirenti sulle prestazioni energetiche di un edificio, promuovendo interventi di riqualificazione e la costruzione di immobili a basso consumo.
L’Attestato di Prestazione Energetica (APE): Cos’è e A Cosa Serve
L’APE è un documento che attesta la prestazione energetica di un edificio, assegnandogli una classe energetica (da A4, la migliore, a G, la peggiore). Oltre alla classe, l’APE fornisce:
- L’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile (EPgl,nren): espresso in kWh/m² anno, indica il consumo di energia primaria non rinnovabile dell’edificio per tutti i servizi (riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione e, nel terziario, illuminazione e trasporto).
- La classe energetica: calcolata in base all’EPgl,nren.
- Informazioni sull’involucro edilizio: spessore isolamenti, tipo di finestre, ecc.
- Caratteristiche degli impianti termici: tipologia di generatore, rendimenti, presenza di fonti rinnovabili.
- Suggerimenti per il miglioramento delle prestazioni energetiche: interventi raccomandati e stima del risparmio energetico ottenibile.
Quando è Obbligatorio l’APE?
L’APE è obbligatorio in diverse situazioni:
- Compravendita immobiliare: al momento del trasferimento della proprietà.
- Locazione immobiliare: alla stipula di nuovi contratti di locazione.
- Donazione: in caso di trasferimento dell’immobile per donazione.
- Annunci immobiliari: l’indice di prestazione energetica e la classe devono essere indicati in tutti gli annunci commerciali di vendita o affitto.
- Edifici di nuova costruzione: al termine dei lavori.
- Ristrutturazioni importanti: quando l’intervento interessa oltre il 25% della superficie disperdente dell’edificio e/o l’impianto termico.
- Accesso a incentivi statali: per alcune detrazioni fiscali o bonus per l’efficienza energetica (es. Ecobonus, Conto Termico).
- Edifici pubblici: con superficie utile superiore a 250 m², deve essere esposto al pubblico.
Normativa di Riferimento in Italia
Il quadro normativo italiano si basa principalmente sui seguenti decreti legislativi e decreti ministeriali, che recepiscono le Direttive Europee:
- D.Lgs. 192/2005 e s.m.i.: La legge quadro che ha introdotto l’obbligo di certificazione energetica.
- D.P.R. 59/2009: Regolamento di attuazione del D.Lgs. 192/2005.
- D.M. 26/06/2015 “Decreto Requisiti Minimi”: Definisce i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazione importante, nonché i criteri per l’applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche.
- D.M. 26/06/2015 “Decreto Linee Guida APE”: Stabilisce le nuove linee guida nazionali per la certificazione energetica, il modello unico di APE e le modalità di calcolo della prestazione energetica. Ha introdotto il concetto di “edificio di riferimento” per il confronto.
- D.M. 26/06/2015 “Decreto Relazioni Tecniche” (ex Legge 10): Modifica il modello di relazione tecnica di progetto (ex Legge 10) e specifica i dati da inserire per la verifica dei requisiti.
Novità dalla Direttiva EPBD IV (2024/2288/UE): Sebbene non ancora recepita dalla normativa italiana al 8 luglio 2025, questa direttiva imporrà sfide e opportunità significative. Tra i punti salienti:
- Obiettivi di riduzione dei consumi energetici: Gli Stati membri dovranno stabilire traiettorie nazionali per ridurre l’energia primaria media degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.
- “Zero Emission Buildings” (ZEB): Tutti i nuovi edifici pubblici dovranno essere a emissioni zero dal 2028, e tutti i nuovi edifici dal 2030. Gli ZEB dovranno avere un fabbisogno energetico pari a zero o molto basso, coperto interamente da energie rinnovabili in loco o nelle vicinanze.
- Eliminazione dei combustibili fossili: La direttiva promuove l’eliminazione graduale dei combustibili fossili nel riscaldamento e raffrescamento entro il 2040 e proibisce gli incentivi all’acquisto di caldaie a combustibili fossili dal 2025. Questo spingerà ulteriormente l’adozione di pompe di calore e sistemi integrati.
Il Ruolo degli Impianti nell’APE: Focus Approfondito
Gli impianti, in particolare quelli di climatizzazione (riscaldamento, raffrescamento, ACS, ventilazione meccanica), giocano un ruolo preponderante nella determinazione della classe energetica di un edificio. Non è sufficiente un ottimo isolamento se gli impianti sono obsoleti e inefficienti.
Come Vengono Valutati gli Impianti
Nella redazione dell’APE, il Certificatore Energetico (un tecnico abilitato iscritto all’albo, come ingegnere, architetto o geometra) valuta i seguenti aspetti relativi agli impianti:
- Tipologia del Generatore:
- Caldaie a condensazione: Hanno rendimenti elevati e contribuiscono a una buona classe energetica.
- Pompe di calore: Specialmente quelle di ultima generazione (aria-acqua, geotermiche) con COP e SCOP elevati, sono tra i sistemi più efficienti e permettono di raggiungere le classi energetiche più alte (A3, A4). Vengono valutate per la loro capacità di sfruttare energia rinnovabile.
- Caldaie tradizionali: Hanno rendimenti inferiori e penalizzano la classe energetica.
- Stufe/camini: Se primari, il loro contributo è valutato.
- Rendimento dei Componenti:
- Rendimento di generazione: Efficienza con cui il generatore produce calore/freddo.
- Rendimento di distribuzione: Perdite nel sistema di tubazioni (isolamento).
- Rendimento di emissione: Efficienza dei terminali (radiatori, pannelli radianti).
- Rendimento di regolazione: Efficacia dei sistemi di controllo della temperatura (termostati, valvole di zona).
- Presenza e Tipo di Fonti Rinnovabili:
- Solare Termico: Per la produzione di acqua calda sanitaria e/o integrazione al riscaldamento. Il suo contributo è premiante.
- Fotovoltaico: Valutato per la produzione di energia elettrica che può alimentare gli impianti HVAC, riducendo il prelievo dalla rete. La sua presenza è cruciale per raggiungere le classi energetiche superiori e, in futuro, gli ZEB.
- Biomasse: Stufe o caldaie a legna/pellet.
- Sistema di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC):
- La VMC con recupero di calore è un elemento chiave per l’efficienza energetica, soprattutto negli edifici a basso consumo. Riduce le perdite di calore per ventilazione e migliora la qualità dell’aria interna. La sua presenza migliora significativamente il rating energetico.
- Produzione di Acqua Calda Sanitaria (ACS):
- La tipologia di impianto per l’ACS (caldaia dedicata, pompa di calore ACS, solare termico) incide sul consumo energetico complessivo.
Le Migliori Pratiche per Migliorare la Classe Energetica Tramite gli Impianti
Per ottenere una classe energetica superiore e migliorare le prestazioni, gli interventi sugli impianti sono spesso i più efficaci e rapidi, sebbene a volte onerosi. Le migliori pratiche includono:
- Sostituzione del Generatore di Calore Obsoleto:
- Da caldaia tradizionale a pompa di calore: Questa è la misura più impattante. Le pompe di calore, soprattutto se abbinate a terminali a bassa temperatura (pavimenti radianti), massimizzano l’efficienza. Fondamentale scegliere pompe di calore con SCOP elevati e, preferibilmente, a refrigerante R290 per un minore impatto ambientale.
- Da caldaia tradizionale a caldaia a condensazione: Se la pompa di calore non è fattibile, una caldaia a condensazione rappresenta comunque un notevole miglioramento.
- Sistemi Ibridi: L’installazione di una pompa di calore ibrida (caldaia + pompa di calore) è un’ottima soluzione per edifici esistenti con radiatori tradizionali, in quanto combina l’efficienza della pompa di calore con la capacità della caldaia di gestire i picchi di freddo.
- Integrazione di Fonti Rinnovabili:
- Impianto Fotovoltaico: Installazione di un impianto fotovoltaico per alimentare la pompa di calore e gli altri consumi elettrici, massimizzando l’autoconsumo. L’aggiunta di un sistema di accumulo elettrico (batterie) è fondamentale per massimizzare l’autonomia.
- Solare Termico: Per la produzione di acqua calda sanitaria, riducendo il carico sulla pompa di calore o sulla caldaia.
- Ottimizzazione del Sistema di Distribuzione ed Emissione:
- Isolamento delle tubazioni: Ridurre le dispersioni delle tubazioni dell’impianto di riscaldamento/raffrescamento.
- Installazione di valvole termostatiche e termostati intelligenti: Permettono una regolazione più precisa della temperatura ambiente, evitando sprechi.
- Passaggio a sistemi radianti: Dove possibile, sostituire i radiatori tradizionali con pannelli radianti a pavimento/parete/soffitto aumenta l’efficienza della pompa di calore.
- Installazione di Sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) con Recupero di Calore:
- Indispensabile per garantire un ricambio d’aria adeguato e continuo senza dispersioni energetiche, recuperando fino al 90% del calore dell’aria in uscita.
- Manutenzione Regolare degli Impianti:
- Un impianto ben manutenuto garantisce rendimenti ottimali nel tempo. La pulizia dei filtri, la verifica dei gas refrigeranti e il controllo della combustione sono essenziali.
Il Processo di Certificazione
- Incarico al Certificatore: Il proprietario dell’immobile incarica un tecnico abilitato.
- Sopralluogo: Il certificatore effettua un sopralluogo per raccogliere dati sull’involucro (murature, finestre, tetto, pavimenti) e sugli impianti (generatore, distribuzione, emissione, ACS, VMC).
- Elaborazione Dati: Utilizzando software specifici conformi alla normativa UNI/TS 11300, il certificatore calcola le prestazioni energetiche.
- Redazione dell’APE: Viene redatto il documento ufficiale, con l’indicazione della classe energetica e dei suggerimenti di miglioramento.
- Registrazione: L’APE viene registrato nel catasto energetico regionale o nazionale.
Conclusione
La certificazione energetica è molto più di un adempimento burocratico. È uno strumento strategico per la valorizzazione del patrimonio immobiliare, per la riduzione dei costi di gestione e per la tutela dell’ambiente. Con l’incalzare delle nuove direttive europee, che puntano a un parco immobiliare a emissioni zero, la comprensione e l’applicazione delle migliori pratiche per la classificazione energetica, con un focus preponderante sugli impianti, diventeranno sempre più centrali per i proprietari di immobili e i professionisti del settore. Investire nell’efficienza energetica significa investire nel valore futuro della propria casa e del pianeta.



