L’accumulo termico è uno degli elementi chiave per garantire il funzionamento efficiente e continuo di un impianto termico moderno, sia per il riscaldamento sia per la produzione di acqua calda sanitaria (ACS). Attraverso i serbatoi di accumulo – come puffer e bollitori – è possibile ottimizzare il funzionamento delle fonti energetiche, limitare le accensioni dei generatori e aumentare l’autonomia e il comfort dell’edificio.
1. Perché è importante accumulare calore?
Ogni generatore – che si tratti di una pompa di calore, una caldaia a condensazione o un sistema solare termico – lavora in modo più efficiente se non è soggetto a continue accensioni e spegnimenti. Ecco perché l’accumulo termico è fondamentale:
- Riduce il numero di accensioni del generatore
- Garantisce una riserva di calore disponibile quando serve
- Migliora l’integrazione tra fonti diverse (es. pompa di calore + solare)
- Aumenta l’efficienza e la vita utile dell’impianto
2. Tipologie di serbatoi di accumulo
Esistono diverse tipologie di accumulo termico, ciascuna con funzioni specifiche:
a. Puffer (accumulo inerziale)
È un serbatoio d’acqua tecnica (non potabile), utilizzato soprattutto negli impianti di riscaldamento. Serve a:
- Stabilizzare la temperatura dell’impianto
- Evitare il funzionamento ciclico delle pompe di calore
- Favorire la stratificazione termica
- Consentire l’integrazione con caldaie, solare termico, stufe a biomassa
I puffer possono essere:
- Semplici: solo accumulo d’acqua tecnica
- Con serpentine: per integrare o cedere calore ad altri circuiti
- Combinati: con bollitore sanitario integrato
b. Bollitori per ACS
Contengono acqua calda sanitaria (potabile) e vengono riscaldati tramite:
- Resistenze elettriche
- Scambiatori interni collegati alla caldaia o pompa di calore
- Serpentine alimentate da pannelli solari
Esistono anche versioni a doppio serpentino, ideali per la produzione ACS da due fonti (es. solare + caldaia).
c. Accumulatori combinati (Puffer + ACS)
Questi serbatoi uniscono le due funzioni in un solo corpo, riducendo l’ingombro e semplificando l’impianto. Spesso sono dotati di:
- Accumulo tecnico con stratificazione
- Serpentino sanitario a passaggio rapido (no legionella)
- Integrazione per solare termico e pompa di calore
3. Accumulo e pompe di calore
Nel caso delle pompe di calore, l’accumulo è essenziale per:
- Ridurre i cicli di on/off
- Sfruttare al massimo il fotovoltaico (produzione di giorno, uso serale)
- Aumentare il comfort in caso di richiesta simultanea di riscaldamento e ACS
Spesso si usano boiler a pompa di calore per la sola ACS, oppure puffer con serpentina sanitaria per una gestione più centralizzata.
4. Calcolo del volume di accumulo
La dimensione dell’accumulo dipende da:
- Tipo di generatore
- Potenza termica disponibile
- Profilo di consumo (famiglia, ufficio, B&B…)
- Grado di stratificazione desiderato
Una regola empirica:
- Puffer riscaldamento: 20-30 litri per kW
- Bollitore ACS: 40-60 litri per persona (con solare: 80-100)
5. Posizionamento e isolamento
È fondamentale che l’accumulo sia:
- Ben isolato (schiuma poliuretanica, mantello termico)
- Vicino ai generatori e alle utenze
- Collocato in ambienti non gelivi
- Facilmente accessibile per manutenzione
Nei casi più evoluti, si impiega la stratificazione attiva: l’acqua più calda resta in alto e viene prelevata per prima, migliorando la resa.
6. Accumulo e normativa
La progettazione di sistemi con accumulo è soggetta a:
- UNI 8065 (trattamento acqua)
- UNI/TS 11300 (calcolo prestazioni energetiche)
- Regole per il Conto Termico e l’Ecobonus (in base a volumi e fonti energetiche)
Inoltre, l’installazione di un puffer può essere obbligatoria per accedere ad alcuni incentivi o in presenza di generatori a biomassa.
7. Conclusioni
Integrare un accumulo termico nell’impianto non è solo una scelta tecnica, ma una strategia vincente per:
- Ottimizzare la resa dei generatori
- Massimizzare l’autoconsumo di rinnovabili
- Garantire comfort e continuità
- Aumentare l’efficienza generale dell’edificio



